Hanno finalmente dato un nome scientifico al fenomeno.
Si chiama M.E.L.O.N.I. Syndrome: Morbid Envy Leading to Obsessive Narrative Incontinence.
Tradotto: un misto di invidia patologica, ossessione cronica e incontinenza verbale che porta alcuni a parlare di Meloni mattina, pomeriggio e sera, anche quando l’argomento sarebbe un altro.
I sintomi sono ormai evidenti:
non riescono a costruire una proposta senza nominarla,
non riescono a leggere un dato senza rosicare,
non riescono a fare opposizione senza trasformarla in un’ossessione personale.
Il quadro clinico peggiora ogni volta che Meloni ottiene risultati, mantiene la rotta o semplicemente resta centrale nel dibattito. A quel punto scattano tremori, editoriali compulsivi, attacchi di sarcasmo e crisi acute di livore.
La verità è semplice: quando qualcuno ti occupa stabilmente la testa, non lo stai demolendo. Ti sta consumando da dentro.
Non è più politica.
Non è più critica.
È M.E.L.O.N.I. Syndrome.
E, a giudicare da certi comportamenti, i casi stanno aumentando.