Non possiamo più girare la testa dall’altra parte. Il sistema del voto postale all’estero è strutturalmente debole, obsoleto e, come ho denunciato più volte, un veicolo per truffe che rischiano di alterare la volontà popolare.
Nell’intervista rilasciata a Il Tempo, ho ribadito i numeri di uno scandalo che non può restare impunito:
25 mila ultra centenari e 35 mila dai 90 ai 100 anni nelle liste elettorali (molti dei quali deceduti da anni, ma che continuano a “votare”).
Fino a 1 milione di schede “farlocche” potenzialmente manipolabili.
40 milioni di Euro – di soldi pubblici chiaramente – spesi per un sistema che non garantisce sicurezza.
La nostra battaglia con il comitato “Giustizia senza confini-italiani nel mondo per il Sì” è chiara: vogliamo una riforma della giustizia vera, ma vogliamo anche che il voto degli italiani nel mondo sia certo, sicuro e protetto.
La soluzione? Votare in presenza presso ambasciate e consolati.
Basta schede intercettate dai soliti noti, basta manipolazioni.
La riforma della giustizia riguarda tutti noi: chi vive in Italia e chi, come noi, vive all’estero ma ha il cuore e gli interessi nelle istituzioni del proprio Paese. Non permetteremo che il futuro dell’Italia venga deciso da schede fantasma.
Il voto è un diritto sacro, difendiamolo.
La mia intervista integrale al link con Pietro De Leo al link