Un’Italia forte è un’Italia che non vive nell’incertezza. Un’Italia che decide, che costruisce, che guarda al futuro senza paura.
È questo il messaggio che ho voluto trasmettere al New York Times, che mi ha intervistato sulla riforma della legge elettorale voluta dal Governo Meloni.
Per troppo tempo l’Italia ha pagato il prezzo dell’instabilità. Governi che nascevano e cadevano, maggioranze che cambiavano nei palazzi, mentre fuori c’erano famiglie, lavoratori e imprese che chiedevano soltanto una cosa: certezze per costruire il proprio futuro.
Perché la stabilità non è un privilegio della politica. È una garanzia per chi investe, per chi crea lavoro, per chi porta il Made in Italy nel mondo. È la credibilità di una Nazione che vuole essere protagonista e non spettatrice.
La nostra idea è semplice: chi riceve la fiducia degli italiani deve poter governare e rispondere delle proprie scelte davanti agli elettori. E con il ritorno delle preferenze vogliamo riaffermare un principio fondamentale: la politica deve tornare tra la gente, guardare i cittadini negli occhi, conquistarsi ogni singolo voto.
Perché l’Italia non ha bisogno di governi che pensano a sopravvivere. Ha bisogno di governi che possano pensare al futuro.
E questo futuro appartiene a tutti gli italiani, ovunque abbiano scelto di vivere.
L’Italia merita stabilità. Ma soprattutto merita di tornare a pensare in grande