Ieri sera il Governo ha approvato il mio ordine del giorno alla Legge di Bilancio (n. 138). Un passo che considero di giustizia verso milioni di italiani all’estero. 🇮🇹
Il voto è sacro. È la voce di ogni cittadino. E proprio per questo non possiamo più accettare che, fuori dai confini nazionali, quella voce sia esposta a dubbi, vulnerabilità e ingiustizie.
Il sistema del voto per corrispondenza oggi lascia spazio a troppe criticità: rischi di brogli, plichi smarriti o intercettati, e soprattutto una domanda che nessuno dovrebbe mai porsi davanti a un’urna: “Chi ha davvero votato?”
E mentre crescono le segnalazioni di irregolarità, lo Stato spende circa 60 milioni di euro a consultazione, risorse che finiscono per pesare anche sui bilanci dei nostri Consolati.
Con questo ODG ho ottenuto un impegno chiaro: il superamento del voto postale, per arrivare a un modello fisico, trasparente e controllabile, con sezioni elettorali nelle Ambasciate e nei Consolati o aree da loro garantite, come già avviene per le elezioni europee nei Paesi UE.
Perché la democrazia non può essere “a metà” a seconda di dove vivi.
Gli italiani all’estero meritano lo stesso rispetto, la stessa protezione, la stessa certezza.
🗳️ Più garanzie per l’elettore. Più controllo sulle procedure. Più serietà nell’uso dei fondi pubblici.
Il mio impegno in Parlamento continua: perché il voto degli italiani all’estero deve essere libero, sicuro e senza ombre. 🇮🇹