L’Italia non è un indirizzo.
Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge sull’assistenza sanitaria per gli italiani residenti all’estero. Una legge di cui sono primo firmatario e che da oggi è finalmente in Gazzetta Ufficiale.
È un passaggio che per me ha un significato politico molto più forte della semplice norma. Per anni abbiamo pensato che gli italiani all’estero fossero “fuori” dal territorio, “fuori” dalle priorità dello Stato.
Oggi non è più così. Oggi il Governo Meloni ha dimostrato che l’Italia non è solo una carta geografica, ma una lingua parlata in una casa a New York, un’impresa che si espande a Miami, una famiglia che vive in Canada e continua a sentirsi parte della nostra storia.
Essere cittadino italiano vuol dire avere un passaporto, certo. Ma prima ancora vuol dire appartenere, sentirsi parte di una comunità ovunque si viva. Un cittadino italiano non diventa meno italiano perché vive lontano.
Questa legge non è una legge “per chi è partito”. È una legge per un’Italia più grande dei suoi confini geografici, più moderna della sua burocrazia.
Ma questo provvedimento non è un punto di arrivo: è un precedente. Da qui in avanti, quando si parlerà di italiani nel mondo, si partirà da una cosa semplice: non sono periferia. Sono Itali