Le parole di Antonio Di Pietro sulle irregolarità nel voto degli italiani all’estero hanno finalmente gettato luce su un fenomeno troppo spesso ignorato.
Per anni abbiamo assistito a una gestione del voto dei nostri connazionali indegna di un paese democratico, con attività illecite che hanno falsato i risultati elettorali.
Come ha ricordato Antonio Di Pietro, il Referendum Giustizia non dovrà essere interessato ancora una volta da queste distorsioni. Come Comitato Italiani nel Mondo per il Sì al referendum lavoreremo non solo per mobilitare le comunità di italiani all’estero, ma soprattutto per vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni di voto.
Ma la vigilanza non basta, serve un cambio di passo strutturale. Auspichiamo con forza l’adozione del voto in presenza anche per i paesi Extra-UE, allineando le procedure a quanto già avviene con successo in Europa. Solo eliminando l’obsolescenza del sistema postale potremo garantire che ogni voto sia libero, segreto e sicuro.
La democrazia non può viaggiare per posta ordinaria. È tempo di restituire dignità al voto degli italiani all’estero.