Ci sono serate in cui la parola Italia smette di essere un concetto e diventa un’emozione.
A New York, durante la Festa della Repubblica, ho vissuto una di quelle serate.
Ho guardato negli occhi italiani e italoamericani e ho visto qualcosa che nessuna distanza potrà cancellare: l’amore per le proprie radici.
Ho visto l’Italia nei volti di chi è partito anni fa con una valigia piena di sogni, sacrifici e nostalgia.
L’ho vista nei figli e nei nipoti di chi magari non parla più perfettamente la nostra lingua, ma quando sente l’inno italiano si commuove.
L’ho vista negli imprenditori, professionisti, giovani, famiglie che ogni giorno, in una città straordinaria e durissima come NYC, continuano a portare alto il nome del nostro Paese.
Perché l’Italia non è solo un luogo sulla carta geografica.
L’Italia è una voce che riconosci anche in mezzo al rumore di Manhattan.
È un ricordo di famiglia.
È una tavola apparecchiata.
È una parola detta dai nonni.
È un figlio che riscopre da dove viene.
È un tricolore che, anche a migliaia di chilometri da Roma, riesce a far battere il cuore.
Ieri sera ho sentito tutto questo con una forza enorme.
E ho sentito anche, più che mai, la responsabilità e l’onore di rappresentare questi italiani. Italiani che spesso vivono lontano, ma che non sono mai stati lontani dall’Italia. Italiani che non chiedono retorica, ma presenza. Non chiedono medaglie, ma rispetto. Non chiedono di essere ricordati solo nelle celebrazioni, ma di essere riconosciuti ogni giorno come una parte viva, essenziale e meravigliosa della nostra Nazione.
La Repubblica appartiene anche a loro.
Anzi, appartiene profondamente a loro.
A chi ha costruito una vita nuova senza dimenticare quella da cui proveniva.
A chi ha trasformato la nostalgia in energia.
A chi ha fatto dell’identità italiana non un ricordo del passato, ma una promessa per il futuro.
Grazie New York.
Grazie ai nostri connazionali.
Grazie a questa comunità straordinaria che ieri sera mi ha ricordato, ancora una volta, perché servire l’Italia nel mondo non è solo un incarico politico.
È un privilegio dell’anima.
Viva gli italiani nel mondo.
Viva l’Italia che non dimentica i suoi figli.







