Un italiano che vive all’estero non smette mai di essere Italia.
La porta con sé nel lavoro, nella famiglia, nella lingua, nella cultura, nell’orgoglio con cui continua a sentirsi parte della propria Nazione.
Proprio per questo lo Stato deve essere capace di arrivare anche oltre i propri confini, con servizi più semplici, più rapidi e più vicini alla vita reale dei nostri connazionali nel mondo.
Oggi gli italiani iscritti all’AIRE non possono ancora usufruire del servizio di rilascio del passaporto presso gli uffici postali previsto dal progetto Polis, perché riservato ai residenti o domiciliati nei Comuni italiani abilitati.
È una limitazione che va superata.
Per questo sto lavorando con il Ministero degli Esteri affinché questa opportunità possa essere estesa anche agli italiani residenti all’estero. È un dossier che sto seguendo con determinazione, perché ogni passo che riduce la distanza tra lo Stato e gli italiani nel mondo è un passo di giustizia, modernità e rispetto.
Se arriverà il via libera, sarà un risultato concreto: meno burocrazia, più servizi, più vicinanza.
Perché il passaporto non è solo un documento.
È il simbolo di un’appartenenza.
E l’Italia deve esserci per tutti i suoi cittadini, ovunque essi vivano.